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Il fior di battaglia
di Fiore dei Liberi da Cividale

Il Codice Ludwig XV 13 del J. Paul Getty Museum


a cura di Massimo Malipiero       Ed.Ribis

 

 

“Il Fior di Battaglia di Fiore dei Liberi da Cividale – Il Codice Ludwig XV 13 del J. Paul Getty Museum” a cura di Massimo Malipiero, Ed. Ribis, Udine 2006, pp. 536 - ISBN 8879445035-4 (prefazione della prof. Carla Sodini, docente di Storia Militare dell’Università di Firenze) è un volume poderoso rivela grandi sorprese. Dopo due video che ritraevano le tecniche del Maestro d’Arme Friulano, Malipiero ha voluto continuare, in questi otto anni, a scandagliare i versi e le immagini del Manoscritto del XV secolo nei suoi tre codici  esistenti (Pisani-Dossi, Morgan e Getty-Ludwig) con una particolare attenzione alla versione del Getty e non ha mai smesso di cercare notizie nascoste negli archivi e nelle biblioteche italiane.

Il volume pubblicato dall’editore Mario Ribis  in associazione con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles –USA, è suddiviso in 12 capitoli che comprendono, un commento tecnico, l'analisi delle tecniche di combattimento a piedi e a cavallo e i sistemi di allenamento degli uomini d'arme. Inoltre l'edizione è completata dall’analisi della miniature e dei maestri che le dipinsero, l’abbigliamento, le armi, le consuetudini del duello, la lingua e soprattutto la vita di Fiore. Il tutto accompagnato da una puntuale trascrizione diplomatica (la prima al mondo di questo codice) eseguita secondo le norme vigenti. Inoltre per la prima volta dopo oltre cento anni si potrà ammirare il manoscritto a colori concesso dal J. Paul Getty Museum ed alcuni documenti in cui appare il nome di Fiore.

 

libro fiore dei liberi

 

Queste sono alcune delle domande a cui questo manuale darà risposta.

 

Sapevate che i manoscritti esistenti del Fior di Battaglia non furono scritti a Ferrara?

Chi furono gli allievi di Fiore e chi di loro affrontò il maresciallo di Francia?

Quali erano le regole del duello Trecentesco e quali i suoi legami con le leggi longobarde?

Come si tira una stoccata dalla posta di donna o dalla vera finestra?

Come si allenava un cavaliere ?

Conoscevate l'armamento in cuoio e tessuto del duellante?

Quanti erano i codici e quanti pittori parteciparono al lavoro?

 

 

 

L'AUTORE

Massimo Malipiero


Massimo Malipiero, autore dell’edizione critica del Fiore di Battaglia, nasce a Padova nel 1955 dove si laurea in Lettere Classiche ad indirizzo Archeologico con una tesi Su “Mansiones et Mutationes nella Venetia Romana” con il Professor Luciano Bosio. Dopo aver partecipato a ricerche archeologiche in Italia e all’estero (ha partecipato agli scavi della città di Vergina in Grecia) si dedica all’insegnamento del Greco e del Latino al liceo classico ed approfondisce, nel frattempo, le tecniche pittoriche dell’antichità che saranno utili per acquisire più tardi anche l’abilitazione dell’insegnamento della Storia dell’Arte.

L’arte, l’archeologia e la scherma l’accompagnano da oltre trent’anni e la fusione di queste attività con l’insegnamento e lo studio della scherma antica gli ha permesso di approdare, una volta trasferitosi a Udine, alla creazione di una Scuola d’Arme Antica che riportasse in luce gli antichi gesti, le antiche tecniche delle arti marziali occidentali dal 1200 al 1800.

Fonda nel 1995 l’Associazione Scherma Antica – Compagnia de’Malipiero (in onore dei suoi antenati morti nella battaglia di Lepanto), nel 1999 presso la sede dell’Accademia Italiana Scherma di Napoli si diploma come Istruttore regionale di spada e pochi mesi dopo come Maestro di Scherma Antica con il grado di Magistro Re .

Non casuale è stato il suo trasferimento in Friuli, patria del primo uomo d’arme italiano che scrisse un trattato sistematico sulle tecniche del duello nobiliare. Infatti Fiore dei Liberi da Cividale diviene suo oggetto di studio, dapprima cura la realizzazione di due video sul suo trattato il Fior di Battaglia che in dieci anni hanno varcato i confini nazionali e sono stati apprezzati ed acquisiti dal J. Paul Getty Museum, dall’Università di San Diego in California, dal Royal Armuries Museum di Leeds in Gran Bretagna, e che hanno permesso di far conoscere l’opera di Fiore dei Liberi. E fin dal 1998 entra in possesso di copia dei tre manoscritti sopravvissuti dello maestro friulano. Da allora inizia un lavoro di ricerca e comparazione dei testi ancora più approfondito e nasce dopo otto anni l’edizione critica Il Fior di battaglia diFiore dei Liberi da Cividale.- IlCodice Ludwig XV 13 del J. Paul Getty Museum, con la prefazione della Professoressa Carla Sodini docente di Storia Militare presso l’Università di Firenze.Il libro è edito dalla casa editrice Ribis in collaborazione con lo stesso J. Paul Getty Museum.

 

 

 

 

Dal Messaggero Veneto
21 Dicembre 2006, p. 15

UN ELEGANTE VOLUME PER RISCOPRIRE L'ARTE DI FIORE DEI LIBERI

di Lucia Burello

 

CIVIDALE. Elegantemente fasciato con carta pecora, il saggio Il fior di battaglia di Fiore dei Liberi da Cividale, curato da Massimo Malipero e pubblicato dalla Ribis è stato presentato al centro culturale San Francesco di Cividale del Friuli. Il primo trattato sull'arte della scherma e della difesa personale fu conosciuto in Italia a partire dall'Ottocento, quando il filologo Francesco Novati curò la pubblicazione dell'antico codice di Alberto Pisani Dossi sulle tecniche di duello medievali di Fiore dei Liberi. Ma l'opera di quest'ultimo è illustrata in modo più esauriente e significativo in altri due codici, il Morgan M 383, conservato alla Morgan Library and Museum e il Ludwig XV 13, conservato al J. Paul Getty Museum e fino ad oggi inedito. Ed è proprio quest'ultimo il documento preso particolarmente in esame dal maestro di scherma Massimo Malipiero che, basando il suo saggio sulla comparazione dei tre codici, avvalendosi delle conoscenze legate all'arte della scherma, non ha trascurato una seria analisi critica del Codice Ludwig. " Quando nella primavera del 1998- spiega Malipiero - pre gentile concessione del Paul Getty Museum, ho visto per la prima volta questo codice, non ho potuto trattenere un grido di esultanza. Infatti, mi sono trovato di fronte alla versione più completa dello studio di Fiore, e ne emergeva un mondo, complesso e raffinato al di là di ogni immaginazione" Il saggio, dunque, ricostruisce l'ambiente delle tenzoni trecentesche offrendo una lettura contestualizzata alla gestualità antica e mettendo in evidenza le azioni grazie a una preziosa iconografia dei miniatori del tempo. " La ricostruzione di azioni schermistiche - continua Malipiero - comporta uno studio approfondito della gestualità antica che difficilmente possiamo imitare, tuttavia è doveroso tentare di eseguirle ricreando le condizioni in cui i duellanti medievali si trovavano. Ecco che per comprendere seriamente il trattato che ho analizzato si è reso necessario l'uso di armi e armature identiche a quelle descritte nei manoscritti e, inoltre, una preparazione fisica vicina allo standard dell'epoca. Alla fine, per questa ricerca, ci sono voluti undici anni di allenamento, di lotta e cadute su qualsiasi terreno e in qualsiasi clima. Con usberghi e armature che inducevano a comportasi scegliendo la mossa migliore e cioè: sempre tra quelle miniate nel codice." Massimo Malipiero, particolarmente ispirato dalle immagini, come accadde agli storici militari quali Michel Horward, John Rigby Hale e Bruno Colson, è arrivato alla significativa conclusione che il codice di Fiore dei Liberi è il prodotto di un uomo d'arme e non di un maestro di scherma al servizio dei principi. "Mano a mano che approfondivo la conoscenza dei codici - conclude - mi sono reso conto che molte congetture su usanze, armi, armature e sullo stesso Fiore dei Liberi dovevano essere riviste".

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